sabato 23 giugno 2018

Foglie di ravanello

La cucina non è la mia passione, ma per una ragione comprensibile ci si aspetta che uno cucini ogni giorno, più volte al giorno. E per una ragione che ritengo incomprensibile ci si aspetta che una donna italiana ami cucinare, naturalmente!

Da anni vivo in un ambiente "internazionale", io e il mio bello siamo di due nazioni diverse, abbiamo vissuto in Svezia che non appartiene né a me né a lui e ora viviamo in Spagna che non è né il mio paese nè il suo. Più volte, in più lingue, mi sono sentita dire "che ci fai assaggiare di bello?", come se per me soddisfare le curiosità delle papille gustative degli altri dovesse essere un piacere! Gente che mi conosce da anni e anni e che sembra non capire, lo ripeto, non ho la passione. Cucino per necessità. Mi conosco, se avessi avuto la passione del cucinare avrei scelto di fare il cuoco ma ci sarà pure una ragione per cui io abbia scelto di diventare forestale. Ci sarà pure una ragione perché io passi le ore in bici, a correre o a camminare. Io il tempo voglio passarlo all'aria aperta e in mezzo alla natura e muovendomi.

Ciò non toglie che debba cucinare. Ciò non toglie che voglio mangiare bene, che per me vuol dire sano, semplice e variato. Non amo i piatti troppo complicati, spesso nascondono ingredienti per niente salutari. E ancora di meno amo buttare quello che avanza, perché ne conosco il valore, sia  degli ingredienti, sia del tempo che uno ha impiegato a prepararlo invece di fare qualcosa di più divertente :-). Non capisco chi commenta che "non vorrai mica mangiare questa roba vecchia di due giorni" e ancora di meno chi non capisca il perché per me è normale dare agli ospiti quello che è avanzato dal giorno prima e che loro non hanno finito di mangiare, non vedo niente di strano. Come ho scritto prima, se uno riesce a capire il valore del lavoro per prepararlo e della qualità dei prodotti primo non lascia le cose nel piatto, secondo è disposto a mangiarle anche il giorno dopo, terzo è lui stesso a proporre di mangiare le cose avanzate. Punto.

Comunque sia, la posso rigirare come voglio ma alla fine sempre cucinare devo :-). Per questo sono constantemente alla ricerca di nuove ricette semplici e veloci da fare. Mi serve sempre un condimento per pasta/riso e mi piace provarne di nuovi e qui arriviamo alle foglie di ravanello.

Ho coltivato i ravanelli in Svezia, erano facili da coltivare, venivano su facilmente, una gioia! Però mangiavo il frutto e buttavo la foglia :-(.

Qui in Spagna li compro ma facevo lo stesso, mangiavo il frutto e buttavo la foglia fino a quando in un commento mi hanno suggerito di farci il pesto. Solo per farvi capire la situazione del mio cucinare :-) mi sono detta, no, il pesto no! E non perché fosse complicato ma perché di stare a frullare e poi lavare gli attrezzi non ne avevo nessuna voglia. Però ho pensato che se le foglie andavano bene per il pesto allora sarebbero andate bene anche per qualche altro condimento. Detto e fatto!

Cipollotti, foglie di ravanello e noci

Cipollotti, foglie di ravanello e noci! Una delizia! Quando ho detto al mio bello che il condimento era fatto con le foglie di ravanello è rimasto positivamente sorpeso, gli è piaciuto!

Ho messo in una padella con dell'olio dei cipollotti tagliati a fettine, una volta appassiti ho aggiunto le foglie di ravanello tagliate sottili e ho lasciato cuocere. Alla fine ho aggiunto i gherigli di noci spezzettati. Pronto!

venerdì 22 giugno 2018

Cala Mesquida - Torre d'Aubarca e ritorno

Ieri subito dopo pranzo siamo partiti per la nostra camminata.

Come dicevo abbiamo interrotto la conquista dei 1000+ per il troppo caldo. Sono tre giorni che il termometro supera abbondantemente i 30 gradi e ormai le temperature estive sono arrivate per rimanere. La scelta ora cade su rotte lungo la costa con la speranza che ci siano possibilità di buttarsi in mare per rinfrescarsi.

Naturalmente la partenza dopo pranzo non è la scelta migliore ma ieri mattina dovevo lavorare e non abbiamo potuto fare diversamente. Una camminata la volevamo fare! È andata bene, con il venticello e tre bagni ce la siamo cavata egregiamente :-).

Siamo partiti da Cala Mesquida dove abbiamo lasciato la macchina.

Cala Mesquida

E il piano era di arrivare alla torre che vedete nella foto sotto, guardate la freccia :-).

Verso la Torre d'Aubarca

E fino a lì e indietro il progetto era di buttarci in mare ogni volta che ne avessimo sentito il bisogno.

Il percorso che abbiamo fatto è una parte del GR 222 di Maiorca che in questo tratto affianca alcune cale deliziose. Cala Torta, Cala Mitjana, Cala Estreta, Cala De'ntol, Cala des Matzoc e altre calette senza nome.

Il GR 222 di Maiorca

Qui abbiamo fatto il primo bagno, caletta prima di Cala Torta

Cala Mesquida - Torre d'Aubarca, Maiorca

Cala torta

Cala des Matzoc

Siamo arrivati alla Torre d'Albarca (in Catalano).

Torre d'Albarca

Torre d'Aubarca

Questa torre è una delle 85 torri lungo la costa di Maiorca. È stata costruita nel 1751 come punto di sorveglianza del canale di Minorca e per scopi difensivi. Il nome originario della torre era Torre de San Fernando, oggi è anche conosciuta come Torre di Matzoc.

È alta 11 metri e si sviluppa su due piani. L'ingresso che vedete a "piano terra" in origine non esisteva. Quando la torre fu costruita l'ingresso venne messo al secondo piano per motivi di sicurezza. Dal secondo piano una scala a chiocciola conduceva al primo piano si trovavano le polveriere.

Due foto, uno sguardo al panorama in tutte le direzioni e poi siamo ripartiti per tornare a Cala Mesquida.

E il ritorno fatto sullo stesso sentiero mi è piaciuto tanto quanto l'andata!

giovedì 21 giugno 2018

Riassunto del giovedi - settimana 11

Venerdi corsa, mare e meduse.

Sabato allenamento in bici corto e lento. Il corto naturalmente è oltre 50 km e il lento naturalmente è più veloce di altri lenti. Vabbé tutto è relativo, dipende da con chi si esce in bici, questa volta eravamo in tre.

Domenica dopo l'allenamento di bici/corsa siamo andati al mare per quello di nuoto. Mi sono fatta una bella dormita sulla spiaggia cercando di dimenticare i vari dolori. Le meduse per fortuna non si sono viste :-).

Lunedi e martedi mare di nuovo :-) con allenamento di corsa lungo la costa. Con questo sole e questo caldo i pomeriggi al mare saranno sempre più frequenti!

Ieri, mercoledi, ho scelto di lavorare tutto il giorno e sono uscita solo per la spesa e per due volte. Non possiamo bere l'acqua del rubinetto e di consequenza siamo costretti a comprarla. Il supermercato più vicino dista circa 400 metri a piedi, poi abbiamo circa 50 gradini di scale per arrivare a casa. Nella prima uscita abbiamo fatto la spesa di cibo, con la seconda uscita il pieno di acqua portando a casa 21 litri ciascuno, dovrebbero bastare per un po' di giorni.

Escursione da Cala Mesquita
Escursione di oggi primo giorno d'estate :-).
Oggi, giovedi giorno di camminata :-). Ormai è estate e fa un bel caldo. La conquista dei 1000+ l'abbiamo sospesa e ora scegliamo camminate dove è possibile raggiungere spiaggette con la speranza di poterci rinfrescare. Oggi 13 km andata e ritorno e 3 bagni :-).

mercoledì 20 giugno 2018

I problemi della gardenia

Un'altra pianta in vaso, un altro problema :-). Questa volta con la gardenia! Era più facile quando avevo un giardino ;-).

La vedi in negozio, bellissima, todeggiante, di un verde splendido, con tanti bocciuoli pronti a fiorire e diventa difficile resisterle, l'ho comprata, era aprile.

Gardenia a maggio

Mi sono poi documentata.

1. Una acidofila, e quindi ha bisogno di terreno acido.
2. Soffre il sole, meglio scegliere un posto luminoso ma in penombra.
3. L'acqua non deve essere calcarea. Va bene usare acqua piovana oppure acqua di rubinetto dopo che è stata fatta riposare un po' di giorni per far depositare il calcare.
4. Il terreno si deve mantenere umido ma evitare gli eccessi di acqua e i ristagni.
5. Si possono vaporizzare le foglie con acqua decalcificata (andrebbe bene anche l'acqua che si usa per il ferro da stiro) ma attenti a non vaporizzare i fiori.

Mi sembravano delle istruzioni semplici, ma qualcosa è andato storto. Ecco la mia gardenia sofferente, fiorisce ma ingiallisce e in più perde le foglie e i fiori.

Gardenia a giugno, ingiallita e cadono le foglie

Gardenia a giugno, ingiallita e cadono le foglie

Ecco quello che ho fatto o non fatto:

1. Ho comprato il terreno adatto alle acidofile ed anche un fertilizzante per acidofile. Quest'ultimo poi non l'ho usato perché ho letto che usando il terreno per acidofile non c'è bisogno di fertilizzante per un bel po' di tempo. L'ho ripiantata.
2. Non so esattamente cosa si intenda con posto in penombra, se si intende che il sole non deve mai ma proprio mai arrivarci o se qualche ora di sole è ok. Io un posto sempre in ombra non lo ho. Quindi l'ho messa in un posto dove batte il sole per poco tempo, la maggior parte della giornata sta all'ombra.
3. La storia dell'acqua decalcificata all'inizio non l'ho seguita, non so, forse è questo che ha creato scompenso.
4. Il terreno l'ho mantenuto umido ma oggi infilando il dito nell'unico buco che c'è sotto il vaso mi è sembrato che il terreno fosse veramente bagnato. Dovrò cambiargli vaso? Uno con più buchi in modo da far uscire l'acqua più velocemente?
5. Non l'ho vaporizzata.

Ogni mattina appena alzata esco in terrazza e la guardo, so cosa voglio fare ma il mio bello crede che migliorerà da sola per cui dice lascia perdere, io invece credo che abbia bisogno di aiuto e credo anche di sapere quale è il primo aiuto che voglio darle.

In Svezia ho sempre messo un vaso più piccolo rovesciato dentro il vaso più grande dove avrei messo a dimora le piante. In questo modo le radici potevano avere una zona di aria che avrebbe evitato il soffocamento. Questa volta non l'ho fatto. Il mio bello diceva che non ce ne era bisogno, qui fa così caldo che la terra non resta umida. Invece credo che ce ne sia il bisogno, eccome! Credo che questo sia il problema principale, che le radici sono sempre in un ambiente umido. Inizierò da lì e come sempre vi farò sapere ;-).

martedì 19 giugno 2018

Deià

Colui che non vuole passare l'eternità in piedi dovrebbe evitare di morire a Deià

Deià e l'albero di jacaranda in fiore :-)

Deià è un paesino nella zona nordovest di Maiorca ed è definito uno dei paesini più belli dell'isola. Meta turistica spesso per sola mezza giornata, che il paesino non è molto grande da girare :-). Stradine, mercatini e boutique che attirano turisti e con prezzi di consequenza...ma uno mica è costretto a comprare :-).

Case a Deià

Case a Deià

Siamo andati in giro così alla rinfusa, senza una meta se non quella di voler poi arrivare alla cala.

Siamo capitati davanti al cimitero e l'abbiamo visitato. Amo i cimiteri e se è possibile entrarci li visito sempre. Quelli poi dei paesini sono spesso molto belli e curati. Ho guardato le piante intorno alle lapidi per farmi un'idea di quali sono quelle che hanno bisogno di poche cure. Si può imparare ovunque :-).

Ed è proprio al cimitero di Deià che si riferisce la frase all'inizio del post. Qui le salme si seppelliscono in piedi per occupare meno spazio, infatti le lapidi sono piccole ed attaccate l'una all'altra ad indicare le dimensioni delle tombe.

Deià vista dal cimitero

Come sapete :-) Maiorca è stata terra di conquiste e il nome Deià deriva dall'arabo "ad daia" che vuol dire paese.

Deià

Deià

Ed in fondo Deià è tutt'oggi questo, un paese...ino :-) anche se negli anni ha ospitato tanti artisti conosciuti che l'hanno resa ancora più famosa. Un paesino che vale veramente una visita...e per i miei gusti la visita è più interessante se ci si arriva a piedi :-).