sabato 23 giugno 2018

Foglie di ravanello

La cucina non è la mia passione, ma per una ragione comprensibile ci si aspetta che uno cucini ogni giorno, più volte al giorno. E per una ragione che ritengo incomprensibile ci si aspetta che una donna italiana ami cucinare, naturalmente!

Da anni vivo in un ambiente "internazionale", io e il mio bello siamo di due nazioni diverse, abbiamo vissuto in Svezia che non appartiene né a me né a lui e ora viviamo in Spagna che non è né il mio paese nè il suo. Più volte, in più lingue, mi sono sentita dire "che ci fai assaggiare di bello?", come se per me soddisfare le curiosità delle papille gustative degli altri dovesse essere un piacere! Gente che mi conosce da anni e anni e che sembra non capire, lo ripeto, non ho la passione. Cucino per necessità. Mi conosco, se avessi avuto la passione del cucinare avrei scelto di fare il cuoco ma ci sarà pure una ragione per cui io abbia scelto di diventare forestale. Ci sarà pure una ragione perché io passi le ore in bici, a correre o a camminare. Io il tempo voglio passarlo all'aria aperta e in mezzo alla natura e muovendomi.

Ciò non toglie che debba cucinare. Ciò non toglie che voglio mangiare bene, che per me vuol dire sano, semplice e variato. Non amo i piatti troppo complicati, spesso nascondono ingredienti per niente salutari. E ancora di meno amo buttare quello che avanza, perché ne conosco il valore, sia  degli ingredienti, sia del tempo che uno ha impiegato a prepararlo invece di fare qualcosa di più divertente :-). Non capisco chi commenta che "non vorrai mica mangiare questa roba vecchia di due giorni" e ancora di meno chi non capisca il perché per me è normale dare agli ospiti quello che è avanzato dal giorno prima e che loro non hanno finito di mangiare, non vedo niente di strano. Come ho scritto prima, se uno riesce a capire il valore del lavoro per prepararlo e della qualità dei prodotti primo non lascia le cose nel piatto, secondo è disposto a mangiarle anche il giorno dopo, terzo è lui stesso a proporre di mangiare le cose avanzate. Punto.

Comunque sia, la posso rigirare come voglio ma alla fine sempre cucinare devo :-). Per questo sono constantemente alla ricerca di nuove ricette semplici e veloci da fare. Mi serve sempre un condimento per pasta/riso e mi piace provarne di nuovi e qui arriviamo alle foglie di ravanello.

Ho coltivato i ravanelli in Svezia, erano facili da coltivare, venivano su facilmente, una gioia! Però mangiavo il frutto e buttavo la foglia :-(.

Qui in Spagna li compro ma facevo lo stesso, mangiavo il frutto e buttavo la foglia fino a quando in un commento mi hanno suggerito di farci il pesto. Solo per farvi capire la situazione del mio cucinare :-) mi sono detta, no, il pesto no! E non perché fosse complicato ma perché di stare a frullare e poi lavare gli attrezzi non ne avevo nessuna voglia. Però ho pensato che se le foglie andavano bene per il pesto allora sarebbero andate bene anche per qualche altro condimento. Detto e fatto!

Cipollotti, foglie di ravanello e noci

Cipollotti, foglie di ravanello e noci! Una delizia! Quando ho detto al mio bello che il condimento era fatto con le foglie di ravanello è rimasto positivamente sorpeso, gli è piaciuto!

Ho messo in una padella con dell'olio dei cipollotti tagliati a fettine, una volta appassiti ho aggiunto le foglie di ravanello tagliate sottili e ho lasciato cuocere. Alla fine ho aggiunto i gherigli di noci spezzettati. Pronto!

venerdì 22 giugno 2018

Cala Mesquida - Torre d'Aubarca e ritorno

Ieri subito dopo pranzo siamo partiti per la nostra camminata.

Come dicevo abbiamo interrotto la conquista dei 1000+ per il troppo caldo. Sono tre giorni che il termometro supera abbondantemente i 30 gradi e ormai le temperature estive sono arrivate per rimanere. La scelta ora cade su rotte lungo la costa con la speranza che ci siano possibilità di buttarsi in mare per rinfrescarsi.

Naturalmente la partenza dopo pranzo non è la scelta migliore ma ieri mattina dovevo lavorare e non abbiamo potuto fare diversamente. Una camminata la volevamo fare! È andata bene, con il venticello e tre bagni ce la siamo cavata egregiamente :-).

Siamo partiti da Cala Mesquida dove abbiamo lasciato la macchina.

Cala Mesquida

E il piano era di arrivare alla torre che vedete nella foto sotto, guardate la freccia :-).

Verso la Torre d'Aubarca

E fino a lì e indietro il progetto era di buttarci in mare ogni volta che ne avessimo sentito il bisogno.

Il percorso che abbiamo fatto è una parte del GR 222 di Maiorca che in questo tratto affianca alcune cale deliziose. Cala Torta, Cala Mitjana, Cala Estreta, Cala De'ntol, Cala des Matzoc e altre calette senza nome.

Il GR 222 di Maiorca

Qui abbiamo fatto il primo bagno, caletta prima di Cala Torta

Cala Mesquida - Torre d'Aubarca, Maiorca

Cala torta

Cala des Matzoc

Siamo arrivati alla Torre d'Albarca (in Catalano).

Torre d'Albarca

Torre d'Aubarca

Questa torre è una delle 85 torri lungo la costa di Maiorca. È stata costruita nel 1751 come punto di sorveglianza del canale di Minorca e per scopi difensivi. Il nome originario della torre era Torre de San Fernando, oggi è anche conosciuta come Torre di Matzoc.

È alta 11 metri e si sviluppa su due piani. L'ingresso che vedete a "piano terra" in origine non esisteva. Quando la torre fu costruita l'ingresso venne messo al secondo piano per motivi di sicurezza. Dal secondo piano una scala a chiocciola conduceva al primo piano si trovavano le polveriere.

Due foto, uno sguardo al panorama in tutte le direzioni e poi siamo ripartiti per tornare a Cala Mesquida.

E il ritorno fatto sullo stesso sentiero mi è piaciuto tanto quanto l'andata!

giovedì 21 giugno 2018

Riassunto del giovedi - settimana 11

Venerdi corsa, mare e meduse.

Sabato allenamento in bici corto e lento. Il corto naturalmente è oltre 50 km e il lento naturalmente è più veloce di altri lenti. Vabbé tutto è relativo, dipende da con chi si esce in bici, questa volta eravamo in tre.

Domenica dopo l'allenamento di bici/corsa siamo andati al mare per quello di nuoto. Mi sono fatta una bella dormita sulla spiaggia cercando di dimenticare i vari dolori. Le meduse per fortuna non si sono viste :-).

Lunedi e martedi mare di nuovo :-) con allenamento di corsa lungo la costa. Con questo sole e questo caldo i pomeriggi al mare saranno sempre più frequenti!

Ieri, mercoledi, ho scelto di lavorare tutto il giorno e sono uscita solo per la spesa e per due volte. Non possiamo bere l'acqua del rubinetto e di consequenza siamo costretti a comprarla. Il supermercato più vicino dista circa 400 metri a piedi, poi abbiamo circa 50 gradini di scale per arrivare a casa. Nella prima uscita abbiamo fatto la spesa di cibo, con la seconda uscita il pieno di acqua portando a casa 21 litri ciascuno, dovrebbero bastare per un po' di giorni.

Escursione da Cala Mesquita
Escursione di oggi primo giorno d'estate :-).
Oggi, giovedi giorno di camminata :-). Ormai è estate e fa un bel caldo. La conquista dei 1000+ l'abbiamo sospesa e ora scegliamo camminate dove è possibile raggiungere spiaggette con la speranza di poterci rinfrescare. Oggi 13 km andata e ritorno e 3 bagni :-).

mercoledì 20 giugno 2018

I problemi della gardenia

Un'altra pianta in vaso, un altro problema :-). Questa volta con la gardenia! Era più facile quando avevo un giardino ;-).

La vedi in negozio, bellissima, todeggiante, di un verde splendido, con tanti bocciuoli pronti a fiorire e diventa difficile resisterle, l'ho comprata, era aprile.

Gardenia a maggio

Mi sono poi documentata.

1. Una acidofila, e quindi ha bisogno di terreno acido.
2. Soffre il sole, meglio scegliere un posto luminoso ma in penombra.
3. L'acqua non deve essere calcarea. Va bene usare acqua piovana oppure acqua di rubinetto dopo che è stata fatta riposare un po' di giorni per far depositare il calcare.
4. Il terreno si deve mantenere umido ma evitare gli eccessi di acqua e i ristagni.
5. Si possono vaporizzare le foglie con acqua decalcificata (andrebbe bene anche l'acqua che si usa per il ferro da stiro) ma attenti a non vaporizzare i fiori.

Mi sembravano delle istruzioni semplici, ma qualcosa è andato storto. Ecco la mia gardenia sofferente, fiorisce ma ingiallisce e in più perde le foglie e i fiori.

Gardenia a giugno, ingiallita e cadono le foglie

Gardenia a giugno, ingiallita e cadono le foglie

Ecco quello che ho fatto o non fatto:

1. Ho comprato il terreno adatto alle acidofile ed anche un fertilizzante per acidofile. Quest'ultimo poi non l'ho usato perché ho letto che usando il terreno per acidofile non c'è bisogno di fertilizzante per un bel po' di tempo. L'ho ripiantata.
2. Non so esattamente cosa si intenda con posto in penombra, se si intende che il sole non deve mai ma proprio mai arrivarci o se qualche ora di sole è ok. Io un posto sempre in ombra non lo ho. Quindi l'ho messa in un posto dove batte il sole per poco tempo, la maggior parte della giornata sta all'ombra.
3. La storia dell'acqua decalcificata all'inizio non l'ho seguita, non so, forse è questo che ha creato scompenso.
4. Il terreno l'ho mantenuto umido ma oggi infilando il dito nell'unico buco che c'è sotto il vaso mi è sembrato che il terreno fosse veramente bagnato. Dovrò cambiargli vaso? Uno con più buchi in modo da far uscire l'acqua più velocemente?
5. Non l'ho vaporizzata.

Ogni mattina appena alzata esco in terrazza e la guardo, so cosa voglio fare ma il mio bello crede che migliorerà da sola per cui dice lascia perdere, io invece credo che abbia bisogno di aiuto e credo anche di sapere quale è il primo aiuto che voglio darle.

In Svezia ho sempre messo un vaso più piccolo rovesciato dentro il vaso più grande dove avrei messo a dimora le piante. In questo modo le radici potevano avere una zona di aria che avrebbe evitato il soffocamento. Questa volta non l'ho fatto. Il mio bello diceva che non ce ne era bisogno, qui fa così caldo che la terra non resta umida. Invece credo che ce ne sia il bisogno, eccome! Credo che questo sia il problema principale, che le radici sono sempre in un ambiente umido. Inizierò da lì e come sempre vi farò sapere ;-).

martedì 19 giugno 2018

Deià

Colui che non vuole passare l'eternità in piedi dovrebbe evitare di morire a Deià

Deià e l'albero di jacaranda in fiore :-)

Deià è un paesino nella zona nordovest di Maiorca ed è definito uno dei paesini più belli dell'isola. Meta turistica spesso per sola mezza giornata, che il paesino non è molto grande da girare :-). Stradine, mercatini e boutique che attirano turisti e con prezzi di consequenza...ma uno mica è costretto a comprare :-).

Case a Deià

Case a Deià

Siamo andati in giro così alla rinfusa, senza una meta se non quella di voler poi arrivare alla cala.

Siamo capitati davanti al cimitero e l'abbiamo visitato. Amo i cimiteri e se è possibile entrarci li visito sempre. Quelli poi dei paesini sono spesso molto belli e curati. Ho guardato le piante intorno alle lapidi per farmi un'idea di quali sono quelle che hanno bisogno di poche cure. Si può imparare ovunque :-).

Ed è proprio al cimitero di Deià che si riferisce la frase all'inizio del post. Qui le salme si seppelliscono in piedi per occupare meno spazio, infatti le lapidi sono piccole ed attaccate l'una all'altra ad indicare le dimensioni delle tombe.

Deià vista dal cimitero

Come sapete :-) Maiorca è stata terra di conquiste e il nome Deià deriva dall'arabo "ad daia" che vuol dire paese.

Deià

Deià

Ed in fondo Deià è tutt'oggi questo, un paese...ino :-) anche se negli anni ha ospitato tanti artisti conosciuti che l'hanno resa ancora più famosa. Un paesino che vale veramente una visita...e per i miei gusti la visita è più interessante se ci si arriva a piedi :-).

lunedì 18 giugno 2018

Le mie piante di Aloe vera

Vi avevo raccontato dei problemi con l'aloe vera. Eccola qui sotto "malata".

Aloe vera sofferente
Foto fatta il 6 giugno 2018. Aloe vera sofferente.
Bene, si è ripresa! L'ho messa in ombra e già dopo due giorni aveva cambiato colorito, da marrone a verde. Ho continuato a tenerla in ombra ed è migliorata giorno dopo giorno.

Aloe vera in ombra.
Foto fatta il 13 giugno 2018. Aloe vera in ombra.
Poi tre giorni fa, quando ormai mi sembrava essere in gran forma, l'ho divisa. Vi dicevo che aveva fatto delle piante figlie e ho pensato di dargli spazio per crescere e così ora ho sette piante di Aloe vera di cui prendermi cura. In realtà da come si vede nella foto sopra la pianta grande è composta da due piante. Ho cercato di separarle ma mi sembrava di dover forzare un po' troppo le radici per cui alla fine ho deciso di lasciarle insieme. Vediamo come andrà e se tutte sopravviveranno.

Le mie piante di Aloe vera
Le mie piante di Aloe vera, oggi.

domenica 17 giugno 2018

Il movimento fa bene :-)

Oggi siamo riandati allo stadio di atletica di Pollenca. Volevamo fare un altro test, questa volta di 2400 metri e filmarci per vedere cosa dobbiamo migliorare nella tecnica.

Però la giornata per me non è cominciata per niente bene. Facendo le scale di casa che portano alla piazza, con le scarpe da bici ai piedi e con la bici "in mano" ho fatto una scivolata. Il piede destro è scivolato in avanti facendo due tre gradini insieme che hanno portato via la pelle dietro la gamba all'altezza del tendine di achille. La gamba sinistra si è piegata in avanti e non so neanche io in che modo ho dato una ginocchiata al gradino e allo stesso tempo strusciato la parte anteriore della gamba (la tibia) e anche lì ci ho lasciato un bel po' di pelle. In quei secondi naturalmente ho cercato di rimanere in equilibrio per non peggiorare la caduta e mi sono aggrappata con tutte le forze al passamano. Portavo la bici con la mano sinistra e mi sono aggrappata con la destra, quella della spalla dolente. Sono riuscita a non cadere ma il dolore che ho sentito alla spalla è stato indescrivibile. Sono rimasta immobile, facendo i versi di chi sta urlando ma senza far uscire la voce per non spaventare eventuali presenti.

Il mio bello scendeva davanti a me, si è girato e credo sia rimasto pietrificato per qualche secondo nel vedermi in una posizione innaturale, urlante senza suono. È sceso, ha posato la sua bici, è risalito e ha preso la mia mentre io ero ancora lì immobile e ancora lì "urlante". Qui, vi dico, sono uscite le lacrime e quattro parole con il punto esclamativo "non ne posso più!". Mi sono seduta sulle scale, ferma per un istante per fare il punto della situazione e controllare i "danni". Con le lacrime agli occhi stavo quasi gettando la spugna quando mi sono detta, faccio ugualmente l'allenamento! Torno su in casa, sciacquo le ferite, mi tolgo le scarpe di bici e scendo le scale scalza. Monto in bici e partiamo verso Pollenca.

Le lacrime continuano a scendere per il dolore, i primi chilometri in bici non sono riuscita a poggiare la mano destra sul manubrio e tutte le energie sono andate nel concentrarmi per evitare anche un incidente in bici.

Arrivati a Pollenca lo stadio era ancora chiuso e così ho potuto ricompormi un attimo, sentire se i "danni" erano gravi e soprattutto pensare più chiaramente se fosse veramente il caso di correre. E naturalmente indovinate che ho fatto? :-)

Allenamenti allo stadio di Pollenca

Il test era di sei giri in pista ed è andato meglio del previsto. Come ho raccontato sto cercando di riprendere la corsa in modo serio e ho difficoltà a capire a che livello mi trovo. La scorsa settimana avevamo fatto un test su distanze corte e oggi un po' più lunghe. Pensavo di stare intorno ai 4:30 al km invece sono andata 4:15 al km. Almeno qualcosa di positivo c'è stato!

Allenamenti allo stadio di Pollenca

Ecco, proprio ieri sera guardavamo un programma svedese sui benefici del fare sport o semplicemente movimento, ne giova sia il corpo che la mente e io ne sono sicura, ci credo! Però a me, porca miseria, il movimento ha spesso portato "incidenti" e appena questi succedono mi dico, "ora basta non faccio più niente, mi sdraio sul letto per il resto della vita!" Poi passa qualche secondo ed eccomi lì, di nuovo a fare movimento, solo con qualche cicatrice in più :-).

Call me crazy, you have no idea :-)!

sabato 16 giugno 2018

Meduse

Un po' di settimane fa era arrivata la notizia che nel mare fuori Palma si erano visti degli esemplari di caravella portoghese. Un problema da non poco per l'imminente stagione turistica!

La caravella portoghese non è una medusa ma viene spesso chiamata impropriamente così per la somiglianza alle meduse, può essere molto pericolosa se non addirittura letale.

L'ultima volta che ho gareggiato nel triathlon è stato proprio qui a Maiorca nel 2016. Il 2017 è volato via senza gare a causa dell'infezione e conseguente operazione. A maggio di quest'anno avrei dovuto gareggiare di nuovo ma non è andata, infortuni vari hanno reso la preparazione impossibile.

Comunque sia, nel 2016, durante la frazione di nuoto che per fortuna si faceva con la muta, ero stata toccata da meduse. Sentii un bruciore tremendo sul polso, poi sul viso e su un piede. Nuotavo e non avevo capito cosa stesse succedendo. Gli organizzatori prima della gara non avevano detto nulla sulla presenza di meduse, i giorni prima avevo nuotato nella zona e di meduse non ne avevo viste. A dirvi il vero io alle meduse proprio non pensavo e per continuare a dirvi il vero io che alcune meduse potessero essere pericolose non ne avevo nessuna idea. Continuai a nuotare, poi andai in bici e alla fine feci la frazione di corsa. Il bruciore continuava, avevo dei segni di bruciatura sul polso ma non notavo niente di strano.

La stessa cosa successe a molti altri concorrenti tra cui al mio bello. I suoi segni, le bruciature da medusa sulla pelle, erano molto più evidenti dei miei, ma non sembrava niente di grave. Il giorno dopo invece iniziò a sentirsi male. Dolori tremendi di pancia, sudore, vomito, diarrea, febbre. Tutto il pomeriggio e tutta la notte. Non sapevo che fare, chiamare o non chiamare l'ambulanza?? era stata la domanda durante la lunga notte passata in bagno. Lui non volle e così il giorno dopo tornammo in Svezia e poi tutto passò, tranne i segni delle bruciature che ancora porta come cicatrici.

Ora questa caravella portoghese proprio non ci voleva. L'hanno vista nella zona di Palma e noi siamo nella zona opposta ma ieri, quando siamo andati al mare per nuotare e abbiamo visto delle meduse non abbiamo non potuto pensare alla gara del 2016 e soprattutto al giorno dopo la gara.

Medusa a Maiorca

Che non fosse la caravella portoghese eravamo quasi certi dal momento che arrivata la notizia ne abbiamo studiato bene le foto, inoltre questa sembrava essere senza tentacoli ma di meduse non ne so poi molto quindi un po' mi ero preoccupata. Ma è andato tutto bene. Le meduse erano vicino la battigia, una volta andati un po' più a largo non se ne sono viste altre :-) e domani si torna al mare.

giovedì 14 giugno 2018

Riassunto del giovedi - settimana 10

Venerdi per andare e tornare dalla camminata siamo passati a Sollér. Lì abbiamo visto una rivendita di vasi e ceramiche.

Rivendita di vasi e ceramiche a Sollér

Rivendita di vasi e ceramiche a Sollér

Sembra che in questi casi non ci siano le mezze misure perché io avrei portato via di tutto e lui niente. Allora se ci fossero le mezze misure avremmo dovuto portare via non dico la metà delle cose ma almeno qualcosa, questo non è successo. E io aspetto l'occasione per farmi coraggio e decidere da sola, se non fosse che l'esperienza dell'ultimo trasloco, quello di 10 settimane fa mi ha insegnato che meno si ha meglio si sta!

Sabato è stato uno di quei giorni che mi piacciono tanto, quando sono in movimento, bici e mare.

Bici e fiori in un centro commerciale a Maiorca

Domenica ha piovuto tutto il giorno. Ho deciso allora di lavorare un po' e quello è stato. Uno di quei giorni che mi piacciono di meno. La pioggia mi piace, soprattutto qui a Maiorca, un po' meno quando ero in Svezia :-)...es el trabajo que no me gusta mucho, o come direbbero in catalano és la feina che no m'agrada molt ;-).

Lunedi mattina l'ho letteralmente e praticamente persa andando ad Inca per cercare di risolvere questioni burocratiche che non si risolvono. Nel pomeriggio ho lavorato, nel tardo pomeriggio una capatina al mare e la sera ho fatto l'allenamento di corsa, che finalmente è andato bene.

Martedi, un altro giorno a casa a lavorare. Mi sembra quasi impossibile. Ho anche controllato le foto per esserne sicura. Non ho fatto nessuna foto, il che vuol dire che non sono uscita se non per fare la spesa :-(.

Mercoledi giorno di trekking e tutta la giornata è passata con quello, una bellissima giornata!

Il trekking è cominciato da questo bel cespuglio di fiori :-)

E avendo speso quasi tutta la giornata di ieri fuori oggi, giovedi,  mi è toccato lavora', uno di quei giorni come la domenica e il martedi appena passati. Giorni da non ripetere. Vabbè, vi lascio che vado a fare un po' di ginnastica in terrazza e la tristezza passa!

mercoledì 13 giugno 2018

Son Bleda - Cala Deià e ritorno

Di camminate bellissime a Maiorca sembra ce ne siano infinite.

Oggi avevamo deciso di arrivare al mare e abbiamo scelto Cala Deià. Più di quattro ore di camminata  escluse le soste e un tempo perfetto con alternanza di nuvole e sole.

Il giro è stato un giro ad anello, all'andata all'interno lontano dalla costa e al ritorno sulla costa. Tutte e due le parti sono state bellissime.

Verso Cala Deià, GR 221

Vista dal GR 221 andando verso Cala Deià

Trekking verso Cala Deià

Trekking verso Cala Deià

Una volta arrivati alla cala abbiamo capito che il bagno non lo avremmo fatto. Troppi sassi per entrare in acqua, ci siamo detti che avremmo trovato un altro posto durante la via di ritorno. Così non è stato.

Arrivando a Cala Deià

Cala Deià

Lasciando Cala Deià

Trekking da Cala Deià

Trekking da Cala Deià

Trekking da Cala Deià

Trekking da Cala Deià

Niente bagno, che poi a me non dispiace di non averlo fatto :-),  ma quasi 30000 passi, una giornata da ricordare!

martedì 12 giugno 2018

Biniaraix

Il paese di Biniaraix

Il paese di Biniaraix è uno dei tanti deliziosi paesi che si trovano nella Serra de Tramuntana. Stradine, case, piante, fiori, chiese e tanti angoli turistici. Venerdi siamo arrivati lì in macchina, non essendoci parcheggi appositi per le escursioni abbiamo lasciato la macchina nel primo posto adatto lungo la strada.

Strada a Biniaraix

La nostra escursione partiva dal lavatoio del paese ma prima di raggiungerlo siamo passati per le viuzze, che già quelle valgono la visita :-).

Il paese di Biniaraix

Il paese di Biniaraix

Il paese di Biniaraix

Fuori una delle case c'era una piccolissima boutique. Tutto ad 1 euro!

"Boutique" a Biniaraix

"Boutique" a Biniaraix

E finalmente al lavatoio, inizio e partenza dell'escursione. Con un bellissimo esemplare di Jacaranda.

Al lavatoio di Biniaraix sotto un albero di Jacaranda

sabato 9 giugno 2018

96 km in bici e poi al mare :-)

Oggi siamo arrivati a Valldemossa in bici. Andati per una via e tornati per un'altra i km pedalati tra pianura, scalata fino a Valldemossa e discesa sono stati 96, tre ore e la paura passa. Ormai si va veloci :-).

Come vi raccontavo, quando arriviamo in bici a Valldemossa è per allenamento e quando ci si allena non c'è tempo di visitare i paesini. In cima alla salita, prima di girare e scendere ho fatto veloce una foto, schermo scuro, occhiali da sole e sole non mi hanno fatto vedere cosa stessi fotografando, sapevo di certo che avrei preso la strada per il resto mi sono buttata, qualcosa viene sempre :-).

Faccio sempre foto, per non dimenticare. Quando aprii il blog Nel sud del nord lo feci perché mi ero accorta che stavo dimenticando l'italiano e quella cosa proprio non doveva accadere. Quando lo aprii sapevo anche che avrei lasciato la Svezia e pensavo che lo avrei fatto più velocemente di quello che è stato, dall'apertura del blog alla partenza dalla Svezia di anni ce ne ho messi quattro e poco più. E in quei quattro anni ho fotografato, fotografato e fotografato. Lo scrivo, amo i blog con foto. Non quelli con foto perfette, studiate ed elaborate. Nella falsa perfezione ho vissuto 16 anni, mi ha stancato.

Faccio sempre foto e quando il mio bello mi propone di allenarci insieme gli dico sempre "però sai che almeno una foto devo farla" :-). Le mie foto sono spesso foto in "velocità", non ho tempo di pensare agli angoli, la luce, le esposizioni. Cioè ci penso pure ma poi faccio quello che posso nei pochi secondi che ho, nel posto dove ho sganciato la scarpa dal pedale. E l'unica foto durante l'allenamento di bici di oggi è stata questa. In cima alla salita, all'entrata di Valldemossa, un po' affaticata e con il sudore negli occhi, ma che sole! Tanto le viuzze e le piante ve le ho già fatte vedere :-).

Valldemossa

Poi siamo andati al mare per l'allenamento di nuoto e lì in tranquillità :-) ho potuto fare altre foto. Ma per gli allenamenti andiamo spesso nello stesso posto e quando mi guardo intorno per una foto alla fine la faccio sempre nella stessa direzione, che non c'è poi molto da far vedere.

Port d'Alcudia

E così fatte le foto mi sono messa a leggere il libro preso in biblioteca "L'assassinio di Roger Ackroyd". Che guai a mollare, 'sto spagnolo prima o poi riuscirò a parlarlo come lo svedese :-).

L'assassinio di Roger Ackroyd