lunedì 18 giugno 2018

Le mie piante di Aloe vera

Vi avevo raccontato dei problemi con l'aloe vera. Eccola qui sotto "malata".

Aloe vera sofferente
Foto fatta il 6 giugno 2018. Aloe vera sofferente.
Bene, si è ripresa! L'ho messa in ombra e già dopo due giorni aveva cambiato colorito, da marrone a verde. Ho continuato a tenerla in ombra ed è migliorata giorno dopo giorno.

Aloe vera in ombra.
Foto fatta il 13 giugno 2018. Aloe vera in ombra.
Poi tre giorni fa, quando ormai mi sembrava essere in gran forma, l'ho divisa. Vi dicevo che aveva fatto delle piante figlie e ho pensato di dargli spazio per crescere e così ora ho sette piante di Aloe vera di cui prendermi cura. In realtà da come si vede nella foto sopra la pianta grande è composta da due piante. Ho cercato di separarle ma mi sembrava di dover forzare un po' troppo le radici per cui alla fine ho deciso di lasciarle insieme. Vediamo come andrà e se tutte sopravviveranno.

Le mie piante di Aloe vera
Le mie piante di Aloe vera, oggi.

domenica 17 giugno 2018

Il movimento fa bene :-)

Oggi siamo riandati allo stadio di atletica di Pollenca. Volevamo fare un altro test, questa volta di 2400 metri e filmarci per vedere cosa dobbiamo migliorare nella tecnica.

Però la giornata per me non è cominciata per niente bene. Facendo le scale di casa che portano alla piazza, con le scarpe da bici ai piedi e con la bici "in mano" ho fatto una scivolata. Il piede destro è scivolato in avanti facendo due tre gradini insieme che hanno portato via la pelle dietro la gamba all'altezza del tendine di achille. La gamba sinistra si è piegata in avanti e non so neanche io in che modo ho dato una ginocchiata al gradino e allo stesso tempo strusciato la parte anteriore della gamba (la tibia) e anche lì ci ho lasciato un bel po' di pelle. In quei secondi naturalmente ho cercato di rimanere in equilibrio per non peggiorare la caduta e mi sono aggrappata con tutte le forze al passamano. Portavo la bici con la mano sinistra e mi sono aggrappata con la destra, quella della spalla dolente. Sono riuscita a non cadere ma il dolore che ho sentito alla spalla è stato indescrivibile. Sono rimasta immobile, facendo i versi di chi sta urlando ma senza far uscire la voce per non spaventare eventuali presenti.

Il mio bello scendeva davanti a me, si è girato e credo sia rimasto pietrificato per qualche secondo nel vedermi in una posizione innaturale, urlante senza suono. È sceso, ha posato la sua bici, è risalito e ha preso la mia mentre io ero ancora lì immobile e ancora lì "urlante". Qui, vi dico, sono uscite le lacrime e quattro parole con il punto esclamativo "non ne posso più!". Mi sono seduta sulle scale, ferma per un istante per fare il punto della situazione e controllare i "danni". Con le lacrime agli occhi stavo quasi gettando la spugna quando mi sono detta, faccio ugualmente l'allenamento! Torno su in casa, sciacquo le ferite, mi tolgo le scarpe di bici e scendo le scale scalza. Monto in bici e partiamo verso Pollenca.

Le lacrime continuano a scendere per il dolore, i primi chilometri in bici non sono riuscita a poggiare la mano destra sul manubrio e tutte le energie sono andate nel concentrarmi per evitare anche un incidente in bici.

Arrivati a Pollenca lo stadio era ancora chiuso e così ho potuto ricompormi un attimo, sentire se i "danni" erano gravi e soprattutto pensare più chiaramente se fosse veramente il caso di correre. E naturalmente indovinate che ho fatto? :-)

Allenamenti allo stadio di Pollenca

Il test era di sei giri in pista ed è andato meglio del previsto. Come ho raccontato sto cercando di riprendere la corsa in modo serio e ho difficoltà a capire a che livello mi trovo. La scorsa settimana avevamo fatto un test su distanze corte e oggi un po' più lunghe. Pensavo di stare intorno ai 4:30 al km invece sono andata 4:15 al km. Almeno qualcosa di positivo c'è stato!

Allenamenti allo stadio di Pollenca

Ecco, proprio ieri sera guardavamo un programma svedese sui benefici del fare sport o semplicemente movimento, ne giova sia il corpo che la mente e io ne sono sicura, ci credo! Però a me, porca miseria, il movimento ha spesso portato "incidenti" e appena questi succedono mi dico, "ora basta non faccio più niente, mi sdraio sul letto per il resto della vita!" Poi passa qualche secondo ed eccomi lì, di nuovo a fare movimento, solo con qualche cicatrice in più :-).

Call me crazy, you have no idea :-)!

sabato 16 giugno 2018

Meduse

Un po' di settimane fa era arrivata la notizia che nel mare fuori Palma si erano visti degli esemplari di caravella portoghese. Un problema da non poco per l'imminente stagione turistica!

La caravella portoghese non è una medusa ma viene spesso chiamata impropriamente così per la somiglianza alle meduse, può essere molto pericolosa se non addirittura letale.

L'ultima volta che ho gareggiato nel triathlon è stato proprio qui a Maiorca nel 2016. Il 2017 è volato via senza gare a causa dell'infezione e conseguente operazione. A maggio di quest'anno avrei dovuto gareggiare di nuovo ma non è andata, infortuni vari hanno reso la preparazione impossibile.

Comunque sia, nel 2016, durante la frazione di nuoto che per fortuna si faceva con la muta, ero stata toccata da meduse. Sentii un bruciore tremendo sul polso, poi sul viso e su un piede. Nuotavo e non avevo capito cosa stesse succedendo. Gli organizzatori prima della gara non avevano detto nulla sulla presenza di meduse, i giorni prima avevo nuotato nella zona e di meduse non ne avevo viste. A dirvi il vero io alle meduse proprio non pensavo e per continuare a dirvi il vero io che alcune meduse potessero essere pericolose non ne avevo nessuna idea. Continuai a nuotare, poi andai in bici e alla fine feci la frazione di corsa. Il bruciore continuava, avevo dei segni di bruciatura sul polso ma non notavo niente di strano.

La stessa cosa successe a molti altri concorrenti tra cui al mio bello. I suoi segni, le bruciature da medusa sulla pelle, erano molto più evidenti dei miei, ma non sembrava niente di grave. Il giorno dopo invece iniziò a sentirsi male. Dolori tremendi di pancia, sudore, vomito, diarrea, febbre. Tutto il pomeriggio e tutta la notte. Non sapevo che fare, chiamare o non chiamare l'ambulanza?? era stata la domanda durante la lunga notte passata in bagno. Lui non volle e così il giorno dopo tornammo in Svezia e poi tutto passò, tranne i segni delle bruciature che ancora porta come cicatrici.

Ora questa caravella portoghese proprio non ci voleva. L'hanno vista nella zona di Palma e noi siamo nella zona opposta ma ieri, quando siamo andati al mare per nuotare e abbiamo visto delle meduse non abbiamo non potuto pensare alla gara del 2016 e soprattutto al giorno dopo la gara.

Medusa a Maiorca

Che non fosse la caravella portoghese eravamo quasi certi dal momento che arrivata la notizia ne abbiamo studiato bene le foto, inoltre questa sembrava essere senza tentacoli ma di meduse non ne so poi molto quindi un po' mi ero preoccupata. Ma è andato tutto bene. Le meduse erano vicino la battigia, una volta andati un po' più a largo non se ne sono viste altre :-) e domani si torna al mare.

giovedì 14 giugno 2018

Riassunto del giovedi - settimana 10

Venerdi per andare e tornare dalla camminata siamo passati a Sollér. Lì abbiamo visto una rivendita di vasi e ceramiche.

Rivendita di vasi e ceramiche a Sollér

Rivendita di vasi e ceramiche a Sollér

Sembra che in questi casi non ci siano le mezze misure perché io avrei portato via di tutto e lui niente. Allora se ci fossero le mezze misure avremmo dovuto portare via non dico la metà delle cose ma almeno qualcosa, questo non è successo. E io aspetto l'occasione per farmi coraggio e decidere da sola, se non fosse che l'esperienza dell'ultimo trasloco, quello di 10 settimane fa mi ha insegnato che meno si ha meglio si sta!

Sabato è stato uno di quei giorni che mi piacciono tanto, quando sono in movimento, bici e mare.

Bici e fiori in un centro commerciale a Maiorca

Domenica ha piovuto tutto il giorno. Ho deciso allora di lavorare un po' e quello è stato. Uno di quei giorni che mi piacciono di meno. La pioggia mi piace, soprattutto qui a Maiorca, un po' meno quando ero in Svezia :-)...es el trabajo que no me gusta mucho, o come direbbero in catalano és la feina che no m'agrada molt ;-).

Lunedi mattina l'ho letteralmente e praticamente persa andando ad Inca per cercare di risolvere questioni burocratiche che non si risolvono. Nel pomeriggio ho lavorato, nel tardo pomeriggio una capatina al mare e la sera ho fatto l'allenamento di corsa, che finalmente è andato bene.

Martedi, un altro giorno a casa a lavorare. Mi sembra quasi impossibile. Ho anche controllato le foto per esserne sicura. Non ho fatto nessuna foto, il che vuol dire che non sono uscita se non per fare la spesa :-(.

Mercoledi giorno di trekking e tutta la giornata è passata con quello, una bellissima giornata!

Il trekking è cominciato da questo bel cespuglio di fiori :-)

E avendo speso quasi tutta la giornata di ieri fuori oggi, giovedi,  mi è toccato lavora', uno di quei giorni come la domenica e il martedi appena passati. Giorni da non ripetere. Vabbè, vi lascio che vado a fare un po' di ginnastica in terrazza e la tristezza passa!

mercoledì 13 giugno 2018

Son Bleda - Cala Deià e ritorno

Di camminate bellissime a Maiorca sembra ce ne siano infinite.

Oggi avevamo deciso di arrivare al mare e abbiamo scelto Cala Deià. Più di quattro ore di camminata  escluse le soste e un tempo perfetto con alternanza di nuvole e sole.

Il giro è stato un giro ad anello, all'andata all'interno lontano dalla costa e al ritorno sulla costa. Tutte e due le parti sono state bellissime.

Verso Cala Deià, GR 221

Vista dal GR 221 andando verso Cala Deià

Trekking verso Cala Deià

Trekking verso Cala Deià

Una volta arrivati alla cala abbiamo capito che il bagno non lo avremmo fatto. Troppi sassi per entrare in acqua, ci siamo detti che avremmo trovato un altro posto durante la via di ritorno. Così non è stato.

Arrivando a Cala Deià

Cala Deià

Lasciando Cala Deià

Trekking da Cala Deià

Trekking da Cala Deià

Trekking da Cala Deià

Trekking da Cala Deià

Niente bagno, che poi a me non dispiace di non averlo fatto :-),  ma quasi 30000 passi, una giornata da ricordare!