venerdì 4 maggio 2018

Gli italiani all'estero e l'A.I.R.E.

Ai sensi della legge 470/1988 un italiano residente all'estero ha l’obbligo/dovere di iscriversi all'AIRE, Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Lo feci quando arrivai in Svezia iscrivendomi presso il consolato più vicino a Kristianstad, quello di Malmö. Ogni tanto controllavo se la mia iscrizione fosse ancora valida. Telefonavo all’AIRE, loro mi confermavano che l’iscrizione non scadeva finché uno non comunica un rientro in Italia o un cambio di residenza e che sì io ero ancora iscritta all’AIRE in Svezia. E mi sentivo più sicura. Chiesi anche a mamma di andare al comune a controllare. Tutto era a posto, le rilasciarono un certificato che attestava la mia residenza all’estero.

Piante grasse
Plantas rusticas del mercato domenicale, devo decidere quale comprare, impresa non facile!
Ora mi sono trasferita in Spagna e ho comunicato il trasferimento all’AIRE di Svezia. Mi è arrivata la conferma che mi hanno cancellata e allo stesso tempo mi hanno informato che devo iscrivermi all’AIRE di Barcellona. Io speravo proprio che l’iscrizione si potesse solo trasferire da un’AIRE ad un’altra così da riparmiarmi almeno questa questione burocratica ma evidentemente così non è.

Ho controllato come fare e la cosa che ora ha fermato il tutto è la necessità di avere un documento di riconoscimento italiano. Io uno valido non lo ho.

È andata così, dopo un po’ di anni in Svezia mi scadde la carta di identità, mi informai sul come fare per rinnovarla e la procedura sembrava alquanto semplice, mandare la carta scaduta o in scadenza con relativo modulo e pagamento all’ambasciata italiana a Stoccolma e loro avrebbero sistemato il tutto, l’unico problema era che sarei dovuta andare a ritirarla di persona, a Stoccolma, 700 km da dove abitavo, e a me come sapete le grandi città non piacciono molto :-) decisi che me la potevo cavare senza la carta di identità italiana, avevo il passaporto, e non la rinnovai.

Poi scadde il passaporto, anche lì potevo mandare tutto all’ambasciata italiana a Stoccolma e loro sistemavano il tutto, la cosa buona è che il passaporto non si doveva ritirare di persona, te lo spedivano a casa. E così rinnovai il passaporto.

Piante grasse
Plantas rusticas, voi quale comprereste?
Gli anni passavano, io mi allenavo che non è che avessi molto altro da fare nel tempo libero oltre all’allenamento e il giardino e diventai bravina. Vinsi diverse gare, la coppa svedese di triathlon, alcuni campionati svedesi su diverse distanze e decisi di voler fare l’europeo. Tre anni prima avevo gareggiato al mondiale rappresentando l’Italia e credevo che non ci sarebbe stato problema per l’europeo. Ma invece guarda un po’ i problemi ci furono. La procedura che la federazione italiana richiedeva per l'europeo era più complicata del previsto e diventò chiaro che io all’europeo non avrei potuto partecipare. Almeno non da italiana.

Mi decisi e chiesi la cittadinanza svedese, tra l’Italia e la Svezia esiste un accordo che permette la doppia cittadinanza. Conservai quella italiana, due mesi prima dell’europeo ottenni quella svedese, andai all’europeo e tornai con una medaglia di argento per la Svezia.

Dopo un po’ il passaporto italiano scadde e non lo rinnovai.

Non ne sentivo la necessità dal momento che per gare rappresentavo la Svezia. Per i viaggi di lavoro all’estero è comodo che io viaggi come svedese dal momento che lavoro per lo stato svedese. Prima di ogni viaggio all’estero devo fare un’analisi dei rischi e scrivere un papiro su come affrontarli nel caso accadano, chi chiamare e così via e se succede qualcosa è molto più semplice rivolgersi all’ambasciata svedese che si mette in contatto con il mio datore di lavoro, eventuali avvocati ecc, invece che rivolgersi a quella italiana che contatta quella svedese che contatta il mio datore di lavoro e che magari ha procedure diverse che incasinerebbero solo le cose. Per i viaggi privati suppergiù la stessa cosa, il mio bello ha il passaporto svedese, se mai dovesse succedere qualcosa è più facile risolverla restando uniti invece che divisi se è l’ambasciata italiana a dover aiutare me e la svedese lui. Il passaporto italiano sarebbe stato soltanto un documento in più da dover “tenere sotto controllo”.

Chiesi se da cittadina italiana avevo l’obbligo di avere un documento italiano valido e la risposta fu che come cittadina ho l’obbligo di avere un documento di riconoscimento che possa identificare la  mia persona. E io non rinnovai quello italiano.

Ora sembra che un documento italiano mi serva, basterà quello non valido?
A questa domanda ho il progetto di riuscire a dare una risposta durante la prossima settimana.
L'obbligo è di iscriversi entro tre mesi e uno è già passato!

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